Come registrare un marchio

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Il marchio è un segno unico, capace di identificare in maniera univoca un’azienda e i suoi prodotti o servizi. Ma non solo: è anche un modo diretto affinché i consumatori conoscano la provenienza di un determinato prodotto. In questa ottica, funge da garanzia di qualità e autenticità per il cliente.

In assenza di un marchio, non potrebbe instaurarsi un legame tra azienda e consumatore. Un marchio, infatti, è un elemento – formato da parole, forme grafiche, lettere, numeri o da una combinazione degli stessi – che racchiude e comunica al consumatore i valori della tua realtà aziendale e può spingerlo a preferire i tuoi beni o servizi rispetto a quelli della concorrenza. Per approfondire il concetto di marchio e le sue diverse tipologie, clicca qui

Perché si possa definirlo tale, un marchio deve essere registrato attraverso un preciso iter burocratico. In Italia, i marchi approvati e ufficialmente registrati sono contraddistinti dalla sigla ®.

 

Perché registrare un marchio

Registrare un marchio significa diventarne gli unici e soli proprietari, il che si traduce nell’esclusività del suo utilizzo per finalità commerciali, in quello che nel linguaggio giuridico prende il nome di diritto di privativa.

Depositare un marchio, è una mossa strategica che guarda in prospettiva. La notorietà di un nome viaggia di pari passo con il suo valore di mercato.

Colossi come Apple o Netflix, giusto per citarne due, non hanno certo bisogno di presentazioni e sono ormai conosciuti in ogni angolo del mondo, ma il loro è un percorso che parte da lontano, per l’appunto dalla scelta del marchio.

Adesso che sappiamo perché sia così importante depositare un marchio, diamo un’occhiata alla normativa italiana in merito alla procedura di registrazione.

La normativa italiana sulla registrazione del marchio

L’articolo 7 del Codice della Proprietà Industriale (CPI) chiarisce ed elenca quali segni ed elementi possono essere registrati come marchi d’impresa:

  • Parole
  • Nomi propri
  • Numeri
  • Lettere
  • Forme grafiche
  • Colori
  • Forma del prodotto o della confezione
  • Suoni

Nel caso si opti per denominare il proprio marchio con un nome di persona, bisogna valutare con attenzione che questa scelta non danneggi l’immagine della stessa e non ne offenda il decoro.

La stessa attenzione va riservata ai nomi famosi o a simboli e stemmi già noti, che possono essere utilizzati soltanto in caso di accordo tra le parti.

Affinché un marchio venga approvato e registrato, deve soddisfare tre condizioni:

  • Unicità. Deve essere nuovo e unico, ossia non deve assomigliare a nessun marchio già depositato.
  • Riconoscibilità. Deve essere capace di distinguersi e di legarsi a determinati prodotti o servizi.
  • Liceità. Deve essere rispettoso della legge e del buon costume.

Ma oltre a doveri e obblighi da rispettare, la registrazione di un marchio conferisce al suo proprietario anche tre tipologie di diritti esclusivi sul suo utilizzo.

Come indicato nell’articolo 20 del Codice della Proprietà Industriale, il legittimo proprietario di un marchio può impedire che terzi utilizzino per fini commerciali:

  • Un segno identico per beni o servizi identici.
  • Un segno identico o simile per categorie merceologiche identiche o affini, onde evitare confusione tra i consumatori.
  • Un segno identico o simile per categorie di beni diversi, quando il marchio registrato abbia acquisito una certa notorietà presso il pubblico, così da non permettere a terzi di far indebitamente leva sulla suddetta fama per fini lucrativi.

 La procedura per registrare un marchio

La registrazione di un marchio avviene presso gli uffici di enti ufficiali. La scelta dell’ente dipende dal Paese o dal territorio in cui desideri tutelarlo:

  • UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi), per registrare il marchio in Italia.
  • EUIPO (Ufficio di Proprietà Intellettuale dell’Unione Europea), per registrare il marchio sul suolo europeo.
  • OMPI-WIPO (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, per registrare il marchio a livello internazionale.

Dopo aver chiarito quali sono gli enti preposti alla registrazione di un marchio, entriamo più nello specifico e scopriamo quali sono i passi da compiere per avviare correttamente la procedura.

1. Progettare il marchio

La progettazione e l’ideazione di un marchio di impresa sono fasi divertenti, ma anche delicate. Come abbiamo anticipato nei paragrafi precedenti, un marchio deve rispondere ai criteri di novità, autenticità e originalità.

Allo stesso tempo, come chiarisce l’articolo 7 del CPI, non può essere totalmente slegato dai beni o servizi che offri, cui dovrà sempre rimandare affinché i consumatori capiscano a colpo d’occhio ciò di cui si occupa la tua impresa.

Inoltre, un marchio non può contenere parole o immagini decettive, ossia che rischino di confondere, o peggio ingannare, i consumatori.

2. Fare una ricerca di anteriorità

Una ricerca di anteriorità è un passaggio cruciale nella registrazione di un marchio, da svolgere prima dell’invio della domanda.

In quanto titolare di un marchio, infatti, dovrai assicurarti che il segno speciale che hai scelto per la tua azienda non sia simile o uguale a quello di qualcun altro.

Per farlo, ti basterà interrogare speciali database in cui vengono conservati tutti i marchi ufficialmente registrati. Il sito dell’OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale) è un ottimo posto da cui avviare la tue indagini.

3. Consultare la classificazione di Nizza

La classificazione di Nizza viene utilizzata per descrivere ed elencare prodotti e servizi in classi specifiche che i richiedenti possono utilizzare per la propria domanda di marchio. Conta 45 classi merceologiche, 34 delle quali sono utilizzate per la descrizione dei prodotti e 11 per la descrizione dei servizi.

Per registrare un marchio, nella domanda dovrai indicare a quale classe di beni o servizi appartengono i tuoi prodotti.

Per esempio, se vendi capi di abbigliamento, nella domanda dovrai spuntare la casella relativa al numero 25; se vendi prodotti per fumatori, il numero 34, e così via. Nota che non esiste un limite al numero di classi di merci che puoi allegare nella domanda. Ovviamente più classi aggiungerai, maggiori saranno i costi da sostenere.

4. Registrare il marchio

Dopo aver ideato il marchio, esserti assicurato della sua unicità e aver associato le corrette classi merceologiche, sei finalmente pronto per inoltrare la domanda.

A chi inoltrarla? La registrazione e la tutela di un marchio sono valide soltanto nel Paese o nel territorio in cui ne fai richiesta. Hai tre possibilità:

In Italia

Se desideri depositare il tuo marchio in Italia, puoi rivolgerti alla Camera di Commercio e Artigianato più vicina, dove potrai sbrigare tutte le pratiche in modalità cartacea.

Se preferisci la via telematica, invece, puoi accedere al portale UIMB e scaricare online il Modulo C, ovvero l’apposito documento per richiedere la registrazione. Una volta compilato, dovrai inviarlo con raccomandata con ricevuta di ritorno a UIBM, che a sua volta girerà la domanda alla Camera di Commercio.

Per compilare correttamente il Modulo C, assicurati di inserire:

  • Dati anagrafici e caratteristiche del marchio;
  • Immagine del marchio;
  • Copia della carta d’identità o di analogo documento di riconoscimento;
  • Attestazione del pagamento dei diritti di segreteria;
  • Marca da bollo;
  • Tre copie firmate per ciascuna della precedente documentazione.

In Europa

Un marchio registrato a livello europeo è tutelato in tutti i Paesi che fanno parte dell’Unione. La procedura per l’invio della domanda è la stessa di quella italiana, ma cambia l’ente a cui rivolgersi. A livello europeo, l’ente di riferimento è l’EUIPO, che ha sede in Spagna. Anche in questo caso puoi inviare la domanda in forma cartacea con raccomandata con ricevuta di ritorno oppure sbrigare la pratica online scaricando il modulo dal sito ufficiale dell’ente.

A livello internazionale

Se vuoi tutelare il tuo marchio al di fuori dei confini europei, dovrai rivolgerti al WIPO. La domanda va inoltrata previa compilazione del modulo ufficiale scaricabile dal sito dell’ente. Un marchio depositato con questa procedura è tutelato in tutti i 97 Paesi che hanno sottoscritto il Protocollo di Madrid. Se il Paese di tuo interesse non figura tra questi, dovrai rifarti alla sua normativa specifica.

5. Attendere l’approvazione definitiva

Dopo l’approvazione della domanda di registrazione da parte dell’ente preposto, diventerai il proprietario esclusivo del tuo marchio, con tutti i diritti e le tutele che questo comporta.

Tuttavia, qualora decidessi, per qualsiasi motivo, di non utilizzarlo, potrebbe esserti tolto entro i 5 anni dalla data del deposito. Durante questi 5 anni, inoltre, il tuo marchio è suscettibile di eventuali richieste di obiezione da parte di terzi, che potrebbero contestarne la legittimità.

Quanto costa registrare un marchio?

Registrare un marchio ha dei costi, che dipendono:

  • dal Paese o dal territorio in cui si fa richiesta;
  • dal numero di categorie merceologiche;
  • dal metodo utilizzato per presentare domanda.

I costi in Italia

Domanda cartacea presso la Camera di Commercio:

  • 101€ di tassa sul primo deposito per una singola classe merceologica.
  • 34€ per ogni classe merceologica aggiuntiva.
  • 16€ di marca da bollo da allegare sull’apposito modulo.
  • 40€ diritti di segreteria.

Domanda online sul sito UIBM:

  • 101€ di tassa sul primo deposito per una singola classe merceologica.
  • 34€ per ogni classe merceologica aggiuntiva.
  • 42€ di marca da bollo.

I costi a livello europeo

Domanda cartacea presso gli uffici EUIPO:

  • 850€ di tassa sul primo deposito per una singola classe merceologica.
  • 50€ per l’aggiunta di una seconda classe merceologica.
  • 150€ per ogni classe aggiuntiva.

Domanda online sul portale EUIPO:

  • 850€ di tassa sul primo deposito per una singola classe merceologica.
  • 50€ per l’aggiunta di una seconda classe merceologica.
  • 150€ per ogni classe aggiuntiva.

I costi a livello internazionale

La tutela del marchio a livello internazionale avviene soltanto dopo aver effettuato una procedura di registrazione a livello italiano o europeo.

I costi per estendere la tutela del proprio marchio a livello internazionale sono più incerti rispetto ai casi che abbiamo riportato nei precedenti paragrafi perché dipendono sia dalla tassazione dello specifico Paese di interesse, sia dalla provenienza del marchio. A tal proposito, se ha regolarmente depositato il marchio in Italia, il proprietario sarà tenuto a versare la tassa UIBM; se dispone di un marchio europeo, invece, pagherà la UAMI.

In aggiunta, il deposito di un marchio a livello internazionale comporta il pagamento di una tassa verso OMPI, che può essere di due tipi:

  • 532€, per registrare un marchio denominativo per una singola classe merceologica.
  • 736€, per registrare un marchio figurativo per una singola classe merceologica.

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