Chi è Olesya Rostova, la presunta Denise Pipitone

Scopriamo chi è Olesya Rostova, la presunta Denise Pipitone, che sembra però essere solo un'attrice in cerca di notorietà

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Olesya Rostova

Olesya Rostova è stata sotto i riflettori di recente perché si pensava potesse essere Denise Pipitone scomparsa in Sicilia nel 2004, ma cerchiamo di capire meglio cosa è avvenuto.

La scomparsa di Denise Pipitone

È il 1 Settembre 2004 quando, a Mazzara del Vallo, in Sicilia, Denise, una bimba di quasi 4 anni, sta giocando con i cuginetti vicino a casa della nonna.

Quando verso mezzogiorno la zia chiama tutti per il pranzo, la bimba rimane sola per qualche minuto e qui viene vista per l’ultima volta mentre guarda fuori attraverso le sbarre del cancello.

Da quel giorno Denise sembra essere sparita nel nulla.

Sono ormai passati 17 anni, tempo in cui si sono susseguiti processi, avvistamenti e appelli disperati della madre, tutti senza alcun riscontro.

Circa un mese e mezzo dopo la scomparsa della piccola arriva il primo avvistamento, è il 18 Ottobre quando una guardia giurata, a Milano, nota un gruppo di nomadi.

Nonostante il caldo, con loro c’era una bimba con la testa coperta da un cappuccio, che sembra assomigliare proprio a Denise Pipitone.

Quando iniziano le ricerche, però, i nomadi sono ormai spariti da Milano.

La scoperta del padre biologico di Denise

Mentre le indagini scorrono senza successo, si scava nella vita privata dei genitori, soprattutto in quella di Piera Maggio.

Si scopre così che Denise in realtà non è la figlia del marito Toni Pipitone, ma del marito di un’amica della sorella di Piera, Piero Pulizzi, che ha avuto uno relazione clandestina con la donna.

Si scatenano così voci e pettegolezzi, sia nel paesino della provincia di Trapani che sui giornali e in tv.

Nel frattempo Piero divorzia dalla moglie Anna e le figlie Jessica e Alice iniziano ad odiare la mamma di Denise, perché la ritengono responsabile per la rottura della loro famiglia.

Le indagini su Jessica, la figlia del padre biologico

Jessica Pulizzi suscita presto l’interesse degli investigatori, a sua carico un’intercettazione ambientale di una conversazione tra lei e la madre, avvenuta negli uffici della Polizia prima degli interrogatori.

Jessica in dialetto afferma “io a casa c’a portai” ovvero “io gliela portai a casa“, a causa di questa frase Jessica viene accusata di sequestro in corso.

Le accuse però cadono per mancanza di prove.

La stessa cosa avviene quando poco dopo, un perito in aula, dopo un lavoro di pulitura dei nastri, ascolta una frase interessante sempre di Jessica, “Quanno eramu ‘casa, a mamma l’ha uccisa a Denise“.

A questo punto è la madre Anna ad essere sotto accusa per omicidio.

Ma quella conversazione non si sentiva bene, in più le figlie Alice e Jessica negano di aver mai accusato la madre e così la donna ottiene l’archiviazione del caso.

Anni di indagini prima di Olesya Rostova

La mamma di Denise, Piera, più volte lamenta falle sia nelle ricerche che nelle varie inchieste e dopo anni è il magistrato stesso, che si occupava del caso, ad ammeterlo.

La pm Maria Angioni, che si è occupata del caso nel 2004, ha dichiarato di aver avuto diversi problemi.

Dopo 3 giorni dal fatto, tutte le persone sottoposte ad intercettazioni sapevano già di essere sotto controllo, tanto che essa ha dovuto far finta di smettere di intercettare per poi rincominciare da capo.

Il caso di Olesya Rostova

Qualche giorno fa è diventato virale il video di una giovane ragazza russa, appunto Olesya Rostova, in cui il 23 Marzo sostiene di essere alla ricerca della madre.

Questo video è stato poi segnalato al programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?” richiamando l’attenzione di tutta Italia.

A far crescere le speranze verso un lieto fine sono alcuni dettagli.

Innanzitutto l’evidente somiglianza con Piera Maggio, alcuni punti in comune tra la sua storia e quella di Denise e una cicatrice molto simile a quella della bimba siciliana.

Un’altra cosa strana è la storia del nome Olesya che, nella letteratura russa ed ucraina, è la protagonista di un romanzo che racconta la storia di una ragazza che vive con la nonna, perseguitata dalla comunità rurale, finché non scompare.

Questa storia è stata poi manipolata dalla tv russa, che l’ha sfruttata per far crescere l’audience.

Tutti gli esiti degli esami a cui è stata sottoposta la Rostova sono stati tenuti segreti, fino al 7 Aprile, quando sono stati rivelati proprio in tv.

In realtà però, l’avvocato di Piera, Frazzitta, aveva già fatto intendere ai giornalisti che Olesya non fosse Denise e ha espresso tutta la sua rabbia per come la cosa sia stata gestita dalla televisione russa.

Tutti sono rimasti indignati per come la tv russa abbia giocato con la sofferenza di una madre che ha perso sua figlia e che si aggrappa ad ogni minima speranza per andare avanti.

Chi è Olesya Rostova

Olesya ha raccontato di essere stata rapita dai nomadi quando aveva 4 anni e di aver vissuto per qualche tempo in un campo nomade.

Questa storia però non convince, soprattutto in relazione alla vita e ai comportamenti della giovane.

La Rostova parrebbe essere un’attrice che, insieme al programma tv russo, ha preso in giro sia tutta la famiglia di Denise che tutta l’Italia.

Essa è anche reduce di un web reality.

E proprio in queste ore il produttore di quel programma, attraverso i propri profili social, accusa Olesya di essere solo in cerca di visibilità: “Nella mia trasmissione Olesya diceva che avrebbe fatto di tutto per avere popolarità , è solo un’attrice. Il test sarà negativo e capirete che vi ho detto la verità“.

Il suo vero nome, inoltre, è Angela e da poco avrebbe ritrovato anche sua sorella biologica Anastasia Nikulina Zhuchkova.

Olesya Rostova non è Denise Pipitone

La notizia che Olesya Rostova non è Denise diventa ufficiale il 7 Aprile, quando nella trasmissione tv russa “Lasciateli Parlare” in onda sul Primo Canale, vengono mostrati i risultati degli esami sul gruppo sanguigno della giovane.

Nel programma è stato rivelato che Olesya e Denise avrebbero un gruppo sanguigno diverso, ora la Procura della Repubblica di Marsala valuterà se procedere ad ulteriori accertamenti.

L’esame del DNA sarebbe stato necessario in caso di compatibilità tra i gruppi sanguigni, ma a questo punto sembra essere superfluo.

In ogni caso il legale di Piera Maggio non esclude la possibilità di richiedere questo esame, proprio per eliminare ogni dubbio.

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