Pignoramento, che cos’è e come gestirlo al meglio

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Tutti i beni che si hanno a disposizione potrebbero essere soggetti a pignoramento, ed è una situazione da affrontare nel migliore dei modi.

Questo accade nel momento in cui un debitore non adempie ai suoi obblighi nel pagamento di un certo importo, operazione oppure altro che porta a pignorare per garantire al creditore di poter ottenere il quanto gli spetta.

Il processo indica la prima parte di una espropriazione forzata come da decisione di un tribunale competente. L’atto esecutivo soddisfa il credito prendendo beni che possano andare a coprire il debito maturato negli anni.

Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere.

Che cos’è il pignoramento dei beni

In Italia ci sono più tipologie di esecuzioni forzate, tra cui il pignoramento. Questo atto, come accennato, permette al creditore di poter recuperare il suo credito quanto prima anche in totale assenza di consenso da parte del soggetto debitore.

Al fine che il creditore non si sottragga al suo debito, decidendo di distruggere o deteriorare i beni in suo possesso, si attiva una procedura con restrizione di natura giuridica a mezzo ingiunzione. I beni pignorati non sono, a questo punto, più a disposizione del debitore anche se fruibili (nonostante il loro utilizzo sia limitato dal tribunale stesso).

È compito dell’ufficiale giudiziario, dopo richiesta da parte del creditore e controllo dei debiti in essere, intimare il soggetto debitore nel caso in cui non sia in grado di saldare quanto dovuto tramite somma di denaro. I beni verranno messi all’asta e la somma di denaro viene consegnata al creditore; se questa non sarà sufficiente a saldare il debito si provvederà al pignoramento di altri beni a disposizione.

Per gestire al meglio una situazione di questo tipo è sempre bene rivolgersi a professionisti del settore, come gli esperti di https://www.rexpira.it/ così da valutare la gravità, le documentazioni e come agire nella maniera più corretta.

Quando si ricorre al pignoramento

Come accennato sopra, si ricorre alla pratica del pignoramento per assicurarsi che il debitore saldi il suo debito con una espropriazione forzata dei beni in suo possesso. La legge italiana scongiura in tutti i modi un possibile gesto da parte del debitore nell’impoverirsi volontariamente, per non pagare il creditore.

Sebbene ci siano delle clausole particolari, la giustizia italiana agisce al fine che ci sia sempre una garanzia per il creditore nel recupero dei suoi soldi. Naturalmente, se il debitore riesce ad pagare i suoi debiti in essere si attiva l’alienazione al pignoramento.

Tipologie di pignoramento

Le tipologie di pignoramento sono differenti e in materia giuridica ne vengono riconosciute tre in particolare:

  • Presso terzi se i crediti vantati sono a disposizione di soggetti terzi, come un conto corrente in comune;
  • Mobili che riguardano beni mobili, come le autovetture
  • Immobili che riguardano i beni immobili, come case o edifici.

Le tipologie possono essere scelte dal creditore, ma lo stesso può avvalersi anche a due/tre contemporaneamente per arrivare al saldo del debito, con accordo del giudice del tribunale.

Le differenze delle varie tipologie sono dettate dalla legge italiana vigente, ma accomunate dal documento di procedimento esecutivo che attesta l’atto di pignoramento.

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