Cucina meridionale: quanto è stata influenzata da quella araba?

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La cucina meridionale si è affermata nei secoli, e probabilmente potremmo dire nei millenni, come una vera e propria istituzione culinaria. Se spesso e volentieri la cucina italiana viene difatti identificata proprio con quella del Sud Italia, in special modo all’estero, una ragione c’è.

Il Meridione d’Italia è stato il centro nevralgico mercantile di tantissimi popoli nel corso della storia e ciò non ha fatto altro che portare ad una sorta di commistione di culture, anche per quanto riguarda l’aspetto prettamente gastronomico. Ci sono tantissime culture e popoli stranieri che hanno avuto un ruolo fondamentale nella diffusione e nel perfezionamento di tante ricette. Una di queste è sicuramente quella araba. Ma quanto ha influenzato, la cultura araba, la cucina meridionale? Cerchiamo di scoprirlo.

Sommario

Il caffè

Se pensiamo al caffè, la mente non può fare altro che volare verso Napoli. Una delle bevande, ad oggi, più caratterizzanti il Sud Italia e l’Italia in generale, in realtà è difatti araba: veniva chiamata gawah, e già secoli addietro veniva preparata attraverso il “bricco” (ibrik), con acqua, spezie varie, zucchero e caffè.

I dolci

Chi ha una certa esperienza in cucina, in particolar modo per la pasticceria, sa benissimo che tanti dolci nostrani hanno origini arabe. Per esempio, la famosissima cassata siciliana avrebbe, in qualche modo una discendenza parzialmente araba: basti pensare al fatto che in arabo gasat è una scodella dove veniva versata proprio la ricotta. In tal caso parliamo di una fusione di culture anche con la cultura romana: prima dell’arrivo dei saraceni, la cassata era un recipiente di pasta frolla con la ricotta zuccherata.

Sono stati proprio gli arabi ad abbellirla con gli agrumi e le mandorle. Stesso discorso vale per il cannolo, che stando ad alcuni studiosi sarebbe strettamente legato alla cultura araba, visto che sarebbe stato inventato proprio negli Harem, dalle donne saracene. Oggi il cannolo è probabilmente uno dei dolci più amati al mondo ed è acquistabile persino online sui portali come quello che si trovano al seguente link: https://www.dallasicilia.com/categoria/dolci/.

Cous cous

Impossibile, poi, non citare il cous cous. Questo piatto, anch’esso molto diffuso in Sicilia, è ancora oggi particolarmente in uso nella zona del Maghreb e del Nord Africa in generale. Furono i pescatori tunisini sbarcati in Sicilia ad introdurlo: oggi, in realtà, è diventato una specialità della zona di Trapani, dove è presente nella variante a base di pesce. Gli arabi, invece, lo preparavano con capretto, pollo o montone.

Liquori, spezie e non solo

Interessante anche notare come diversi liquori, per la precisione distillati, abbiano un’origine araba. Per esempio, l’alambicco deriva dall’arabo al-anbig, parola che indicava proprio le vinacce. Oltre a ciò, fa specie notare come molte spezie siano state diffuse proprio dagli arabi nel Sud Italia e poi in tutto il resto del Belpaese: pensiamo al peperoncino, ai chiodi di garofano, al pepe e alla noce moscata. Molte altre coltivazioni di frutti e ortaggi, poi, quali melanzane, mele, finocchi, aglio, agrumi e uva, hanno dato un contributo significativo alla nostra cultura culinaria.

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