Come uscire da una relazione tossica

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Se son rose fioriranno, dice un famoso detto. Ma non tutte le rose fioriscono, così come non tutti i rapporti sono sani e positivi. Più che parlare di come uscire da una relazione tossica, dovremmo parlare di come evitare proprio di finirci dentro, e con tutte le scarpe.

Capita a tutti, almeno una volta nella vita: può essere colpa nostra, delle nostre insicurezze, di traumi passati o della sindrome del soccorso; ma un rapporto più o meno tossico, prima o poi capita a tutti. L’importante però è uscirne, e magari farlo nella versione migliore di noi stessi. Come uscire da una relazione tossica?

Come capire se un rapporto è tossico

Impariamo prima di tutto a riconoscerli: i rapporti tossici lo sono sin dall’inizio, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Perdoniamo, sopportiamo, capiamo… Sono tutti atteggiamenti propri delle persone positive, che vorrebbero trovare sempre il punto di incontro piuttosto che lo scontro. Eppure non è corretto accondiscendere sempre, soprattutto davanti a comportamenti violenti, aggressivi, irrispettosi.

Le liti quotidiane dovute ad uno scambio di opinioni non rientrano nella definizione di relazione tossica: l’attenzione deve scattare quando queste diventano motivo di sofferenza. Una relazione tossica è qualcosa che ti umilia, che ti intristisce, che non ti da coraggio.

Sei in una relazione tossica se non consegui più risultati, o peggio ancora li rifiuti; se ti sminuisci invece di valorizzarti accondiscendendo al suo volere, o se ti nascondi dietro abiti anonimi e profumo di insuccesso invece che rivestirti di orgoglio. Una relazione è tossica quando ti fa soffocare, sia fisicamente che mentalmente; lo è altresì, quando ti guardi allo specchio e non ti riconosci, invece di vederti completo e felice.

Come uscire da una relazione tossica?

Per uscire da una relazione tossica bisogna, prima di tutto, accettare di averla; non tutti la riconoscono subito, e pensano che sia molto più semplice e indolore perseverare piuttosto che risolvere. Sbagliatissimo! Il primo passo è questo, capire che il rapporto è tossico e ci fa stare male, comprenderlo a fondo e comprendere esattamente di cosa si ha bisogno e di cosa si deve fare a meno.

Una volta riconosciuto e accettato il problema, bisogna metabolizzarlo e prepararsi ad agire: la preparazione è importantissima perché costituisce le basi sicure di tutte le azioni successive. Uscire da una relazione tossica non è semplice, e lo è ancor meno se questa è una relazione violenta. La preparazione serve anche a questo: soprattutto se la relazione coinvolge dei figli, l’allontanamento sarà una vera e propria battaglia, è bene essere preparati all’idea. In questo, aiuta sicuramente fare un elenco di tutti i professionisti di cui si avrà bisogno (avvocati, assistenti sociali, psicologi, tutori dell’ordine).

Il grosso del lavoro è tutto su questa seconda fase, nella quale è bene prepararsi anche alle reazioni (che ci saranno, purtroppo) post rottura; da qui, per uscire da una relazione tossica, serve solo agire. Se la preparazione è stata fatta in modo adeguato, rimane solo da mettere in pratica quanto si è preparato, e chiudere.

Perché la gente continua a stare in relazioni tossiche?

Questa non è una domanda semplice. Una relazione tossica ha in sé moltissime problematiche e difficoltà, come ad esempio la dipendenza dal partner, o la paura di deludere i figli. La maggior parte delle relazioni tossiche va avanti per anni se non per decenni, senza che la parte le sa si accorga di esserlo.

I motivi di questo perseverare sono tutti li, nelle dinamiche della coppia: accettare umiliazioni, vessazioni, violenze, potrebbe essere il frutto di un’educazione famigliare sbagliata; oppure il risultato di esperienze negative pregresse che hanno compromesso il rapporto con l’altro sesso o con il sesso in generale. Insomma, si toccano delle corde delicate che non sta a noi tirare: per uscire da una relazione tossica bisogna affrontare il mostro, o i mostri, a viso scoperto e senza paura.

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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.

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